Una storia millenaria…
Dal Miracolo Eucaristico alla Fiera fino alla Medaglia D'Oro:Lanciano ha fatto storia.
Lanciano, circa 36 mila abitanti, è situata su un territorio collinare, alla destra del fiume Feltrino, a 283 metri sul livello del mare, in una zona geograficamente molto vantaggiosa trovandosi a poca distanza dal mare (circa 10 km ) e dalla montagna (circa 40 km ). La città è posta al centro di quello che si suole chiamare “comprensorio frentano” che conta circa 70 mila abitanti ed è inoltre il punto di riferimento principale di una zona economicamente importante per l'Abruzzo come la zona industriale della Val di Sangro. La leggenda tramanda che Lanciano, originariamente Anxia o Anxa, fu fondata il I Settembre del 1181 a .c. da Solima, compagno di viaggio di Enea, che avrebbe attribuito a questo piccolo nucleo abitativo il nome di un amico scomparso dal lungo viaggio che portò i troiani, sconfitti dai Greci e costretti alla fuga, a sbarcare nella penisola italica. Ritrovamenti archeologici hanno confermato l'esistenza nel luogo di un esteso abitato risalente all'età del Bronzo. Anxanum ebbe una grande importanza commerciale soprattutto quando divenne municipio romano e capitale della zona frentana. All'inizio dell'VIII secolo risale il Miracolo Eucaristico . Nella chiesa di San Legonziano(il cui nome risale probabilmente a Longino ,soldato frentano, che si narra abbia trafitto il costato del Cristo), posta nella parte inferiore dell'attuale San Francesco, un monaco basiliano durante la messa, dubitò della presenza di Cristo nell'ostia consacrata. L'ostia si tramutò in carne ed il vino in sangue. Anche i re normanni intorno al mille d.c. accordarono a Lanciano un trattamento privilegiato con la concessione del titolo di “citta demaniale” ossia non sottoposta ad altra giurisdizione che quella regia. Soprattutto tra il milleduecento e la metà del milletrecento la città conobbe il suo massimo splendore. Proprio per la sua felice posizione geografica, al centro della penisola italica, divenne un importantissimo centro commerciale con lo svolgimento dell'annuale “ Fiera ” approdo di mercanti dalle più svariate zone d'Italia e d'Europa. Questo fortissimo sviluppo portò la città ad un sensibile aumento demografico e con i suoi quasi 7 mila abitanti rappresentava il più grosso centro d'Abruzzo. Agli inizi del XV secolo si sviluppò una lunga contesa con la vicina Ortona che volendo continuare ad imporre pedaggi e dazi sulle merci che sbarcavano nel proprio porto per arrivare all'importante fiera lancianese ostacolò fortemente la pretesa dei lancianesi di costruire un attracco nella più vicina San Vito. Si aprì così una lunga e per certi versi sanguinosa guerra tra le due città. La guerra si risolse solo nel 1427 con l'intervento di San Giovanni da Capestrano e comunque garantì a Lanciano, favorita dalla vittoria degli Aragonesi (che i lancianesi appoggiavano) sugli Angioini, importanti garanzie. Lo sviluppo fieristico lancianese proseguì fino al 1500 ed in particolare nel 1515 la città si vide riconoscere la costituzione di una propria diocesi, da Papa Leone X, separata da quella chietina. Il declino spagnolo tra il 1550 ed il 1650 conseguente ad una fortissima crisi inflativa e la perdita della centralità commerciale della penisola italiana in favore delle zone settentrionali dell'Europa, causò un gravissimo indebitamento della città che si avviò ad un triste logoramento economico con il ridimensionamento del polo fieristico. Con i Borboni , nel XVIII sec., la città si risvegliò e nel periodo Napoleonico aderì con entusiasmo alla Repubblica Napoletana ed alla dominazione francese per cui ottenne l'istituzione della Corte d'Appello d'Abruzzo. La fine del periodo napoleonico e dunque la restaurazione portarono la città ad essere vittima di un'imponente sistema repressivo da parte borbonica proprio per le spiccate “simpatie democratiche” dei lancianesi. I moti che portarono alla formazione del Regno D'Italia furono visti con grande sollievo dalla popolazione vogliosa di mettere fine alla dominazione borbonica. Lanciano, alla formazione del Regno Di Italia, contava su poco meno di 20 mila abitanti. La città lentamente tornò a crescere economicamente ad inizio del ‘900 per poi seguire l'andamento generale con la crisi derivante dalla prima guerra mondiale, un lieve miglioramento sotto il periodo fascista con la costruzione di diverse opere pubbliche per poi ricadere nel buio più profondo con la II guerra mondiale e con l'occupazione tedesca che risvegliò l'orgoglio del popolo lancianese. Celebri sono le giornate del 5 e 6 Ottobre 1943 quando la popolazione si rivoltò ai tedeschi pagando un alto tributo di sangue e subendo una barbara repressione. Per questo atto eroico, di grande patriottismo e contro la dominazione straniera, la città di Lanciano fu fregiata della Medaglia d'Oro al Valor Militare orgoglio e vanto dei cittadini lancianesi.
Il perchè del simbolo:
Erede dell'antica ANXANUM oggi presenta uno stemma con una lancia come emblema principale e richiamo al toponimo in uso. Nelle più antiche rappresentazioni del XV secolo (portale della chiesa di S. Nicola) è associata a due gigli racchiusi in uno scudo a “testa di cavallo”. Il simbolo attuale presenta il regolamentare scudo sannitico di campo azzurro, con un sole d'oro figurato nel cantone superiore sinistro, ferito dalla lancia d'oro posta in banda tra due gigli pure d'oro (concessione degli Aragona di Napoli), attraversata da una fascia d'argento caricata di tre stelle d'oro a sei punte (ulteriore concessione di Ferdinando, detto “Ferrante”, d'Aragona-Napoli del 1464); in punta tre monticelli al naturale alludono ai colli sui quali sorge la città.
Le date e le celebrazioni più importanti per i Lancianesi:
- Settimana Santa : Processione della confraternita Orazione e Morte nelle giornate del giovedì e del venerdì santo. In particolare quella del giovedì rappresenta una rarità per le celebrazioni nel mondo cattolico.
- Sant'Egidio : Il 31 Agosto si svolge l'annuale “Fiera del giocattolo” con bancarelle che affollano il centro della città: da Piazza Plebiscito al Corso.
- Il Mastrogiurato : Si rievoca nella prima domenica di settembre la celebre importanza della “Fiera” lancianese in cui il Mastrogiurato rappresentava l'autorità diretta del sovrano ed aveva “pieni poteri” per garantire l'ordine e la buona riuscita dei traffici commerciali.
- Il Dono : Celebrazione a sfondo religioso ma con fortissimi elementi folkoristici in cui dai campi si portano prodotti da offrire alla Madonna.
- Feste di Settembre : Il 14-15-16 Settembre con grandi luminarie,fuochi d'artificio,giostre,corse al Galoppo ed appuntamenti musicali e culturali di rilievo si rievoca la concessione della Corona d'Oro alla Madonna del Ponte. Le festività hanno inizio il 14 alle 4 del mattino(la storia narra che il messo vaticano, in netto ritardo, portò la Corona d'Oro solo prima dell'Alba trovando comunque la popolazione festosa ed in massa ad attendere per le strade) con un autentico bagno di folla e con i fuochi pirotecnici. Il 16 si tocca il punto più alto della rievocazione religiosa con la processione in onore della Beata Vergine.
- La Squilla : Il 23 Dicembre si celebra la festa più sentita dai lancianesi; momento di pacificazione e commemorazione in cui una campanella posta sul Campanile di Piazza Plebiscito suona per un'ora dalle 18 alle 19. In questa data i lancianesi sono soliti scambiarsi i doni anticipando il “Natale”.